La cultura digitale e il gap di competenze

Cultura digitale e formazione
We are social ha pubblicato i dati relativi all’utilizzo di devices e social media nel 2016, evidenziando ciò che è sotto gli occhi di tutti: è un settore ancora in crescita.
In Italia la diffusione del digitale è perfino più alta della media. Ci attestiamo su un’urbanizzazione del 69% per i nostri 59,80 milioni di abitanti, di cui 39,21 milioni (il 66%) utilizza abitualmente internet. Ci sono 80,29 milioni di connessioni mobile attive: il 134% della popolazione!
studio utilizzo social media 2017 we are social
Cresce la dimestichezza con internet e con le nuove tecnologie, di uso sempre più comune e quotidiano. Non c’è da sorprendersi se anche le aziende guardano a questo settore come a un nuovo mercato nel quale investire. In ogni aspetto: dall’invenzione e produzione di nuove tecnologie, alle nuove figure professionali.
Non si parla solo di ingegneri, progettisti e programmatori, ma anche di tutta una categoria di figure con competenze specifiche di marketing e di pianificazione delle strategie comunicative aziendali in ambito digitale, web e mobile.
Storyteller, video maker, scienziati degli insight, social media manager, digital strategist e community manager sono solo alcune di queste figure.
L’interconnessione del digitale nei più svariati aspetti della vita e del lavoro è ormai una rete che si estende a qualsiasi campo. I processi produttivi, come le tecniche di comunicazione e informazione, hanno cambiato radicalmente aspetto, regole e dinamiche di fruizione: è diventata una questione di cultura.

Gap di conoscenze e tecnologie di intrattenimento

La crescita del digitale è stata talmente rapida da creare un gap di conoscenze e competenze.
I “nativi digitali” e la “generazione google” (rispettivamente i nati dopo il 1985 e quelli, ancor più giovani, nati dopo il 1990) identificano le persone che in età molto giovane hanno avuto accesso a tecnologie già avanzate, come cellulari, smartphone, mp3 e computer. Avendole avute a portata di mano fin dalla tenera età, è stato più semplice averci dimestichezza nell’uso e nella comprensione, rispetto ad altre generazioni.
Il gap di conoscenze si affianca in realtà a un gap culturale ed economico che frammenta le generazioni ritenute “native digitali”: se è vero che, in via teorica, le generazioni più giovani hanno più dimestichezza con la tecnologia, è anche vero che non tutti hanno accesso agli stessi mezzi e strumenti. In più, le stesse tecnologie che permettono una maggiore comunicazione e informazione, sono anche quelle che più distraggono. Ne conseguenze che la dimestichezza con le nuove tecnologie rimane spesso superficiale, votata più all’intrattenimento e alla socializzazione che all’informazione o all’aspetto lavorativo.
In questo panorama, la formazione delle figure professionali digitali che il mercato del lavoro richiede incessantemente ha assunto un’importanza fondamentale, di cui anche le istituzioni iniziano a rendersi conto: sono nati programmi governativi dedicati all’istruzione digitale nelle scuole, come il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) del Miur.

E per i “nativi digitali” ormai fuori dalla scuola?

Se è vero che per diventare programmatori, tecnici o sviluppatori è imprescindibile un percorso di studi mirato e approfondito sulla parte più tecnica del digitale, è anche vero che questo mondo è tanto vasto da aprire innumerevoli opportunità anche a chi non conosce e non si interessa agli aspetti più interni dello sviluppo delle tecnologie. È qui che si apre un mondo di comunicatori, informatori e pubblicitari.
In questo campo, i programmi di formazione in ambito digitale sono innumerevoli – tanti quanti i profili professionali di cui le aziende hanno bisogno. Ha grande riscontro l’e-learning di Google, Crescere in Digitale, che con il supporto di Garanzia Giovani del Ministero del Lavoro permette di accedere a un percorso di studio sui temi della comunicazione digitale, che termina con uno stage pratico.

La formazione di Quarry Up

Pur non essendo una scuola, anche Quarry Up sostiene la diffusione delle competenze e della cultura digitale, proponendo internamente, agli incubati, una formazione continua basata su workshop e affiancamento a un team di professionisti esperti in diversi settori – design, engineering, digital development, branding, marketing e comunicazione.
Trovare e incubare i progetti di imprese e innovatori digitali, fornendo loro il supporto e la formazione necessari a realizzare e far approdare le loro idee sul mercato, è il modo che Quarry Up ha scelto per sostenere la “causa digitale”.

Hai un’idea o un progetto che ritieni interessante e inerente alla semina di quest’anno (le tecnologie digitali applicati a prodotti per l’industria)? Inviacelo tramite Jump In!

By | 2017-06-27T12:23:34+00:00 giugno 27th, 2017|Focus on...|0 Comments

Leave A Comment